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Ti preferivo come la prima volta che ti ho conosciuto

Non ti riconosco più. Ti preferisco come la prima volta che ti ho conosciuto, con i tuoi capelli castano  scuro lunghi e gli occhi pieni di gioia. C'era la felicità nel tuo cuore e tutto ti sembrava così semplice. Ti ricoprivi la testa di vestiti, gonne, tacchi e collane. Adesso indossi shorts strappati e magliette troppo larghe; i capelli sono strani e nei tuoi occhi c'è il veleno. Non ti riconosco più. Ricordo com'eri bellissima con le parigine, la gonna che si muoveva con il vento, la tua borsa di Louis Vuitton bianca e i tuoi capelli liscissimi. Mi manca, davvero molto questa persona. Forse perché è la quale con cui ho condiviso più tempo e ora che non ci frequentiamo più sei diversa. Totalmente.  E mi dispiace però, vederti così. Distrutta dalla vita e dai tuoi Genitori. L'importante è che sei felice e non importa come tu ti vesti o come ti comporti, l'importante è che sei te stessa. Chissà, forse quando eri con me, non volevi essere così e avevi un tutt'altro mondo malato in mente. Chissà come stai ora, e che fine ha fatto la vecchia Te. Quella che voleva andare sempre al Centro, al Pincio e che faceva Shopping. Quella della quale mi sono innamorato e ho detto il mio primo 'Ti Amo'. "E' che ti preferivo come la prima volta che ti ho conosciuto; perché eri stupenda." Ora, non ti riconosco più.

Il profondo declino della mia inutile esistenza

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Primaverile

Le sue ciocche bione si sciolgono su quel verde Inglese, mentre gli occhi addolciscono ciò che è perso. Cupa, triste la ragazza accenna una lacrima; e ne continua con altre cento. Il vestito di un bianco mai visto, si trasforma in un obbrobrio nero. E le scarpette di ceramica blu, svaniscono nella distruzione più tale. Cosa le prende? L'azzuro nei suoi occhi svanisce. Perché piange? Non ha mai trovato l'amore. Persa nei suoi ricordi grida; ormai non vuole più mangiare. Corre nei tuoi occhi; pensando che non ci sarà un domani.

Quel manubrio storto

Siamo tutti un po', delle biciclette senza pedali. Sul caldo calcestruzzo voliamo, negli uffici, manicomi dormiamo. Sto perdendo ossigeno, svalvolo; tremo, spero e chiedo: perché sono solo? Solo; come quelle biciclette, abbandonate senza pedali.

Daniele Tantari presenta "DOLORE"

'DOLORE' è una raccolta, che pubblicherò a poco a poco, la quale contiene testi con tutti i miei maggiori Dolori passati, presenti e futuri. Si incentra sull'Odio, sulla Morte, sulla tristezza, sull'Amore non ricambiato. C'è sangue, non ci sono speranze; ci sono lacrime. Il Dolore del mio cuore. ' Un modo molto importante per farci amico il dolore è farlo uscire dall'isolamento e condividerlo con qualcuno che può accoglierlo' dice Henri Nouwen; io ho deciso di condividerlo con voi. Sto ancora lavorando, tutti i futuri post con la firma finale 'DOLORE' fanno pare dell'album e verranno automaticamente aggiornati qui sotto: 1) Oh Guerra che tutto prendi e tutto fai tacere. 2) La stupida bella 3) Speranze immortali. 4) Colpiscimi. 5) Svanendo nel fumo DanieleTantari©