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I parassiti della mia vita

Nella mia vita, tutte le persone che ho incontrato mi hanno detto che sono brutto. Mi hanno detto: Tua madre è così bella, come ha fatto a fare un figlio così brutto?, Tuo fratello è bellissimo, perché tu sei così?, Tua sorella è tanto carina, come mai tu sei così?. Io so di essere brutto, è un dato di fatto e la dimostrazione ce l'ho ogni giorno, quando mi sveglio e mi ritrovo vuoto. Pochissime mi hanno detto che ero bello, ed io l'ho sempre trattate malissimo, pensando che non era vero, che lo facevano per compassione e non perché mi volevano bene. Così mi ritrovo a diciott'anni ad essere brutto, fallito e una persona disastrosa. Mi sembra di chiamarmi Sbaglio, ed ogni cosa che faccio si chiama tale. Va tutto contro di me, e il raggiungimento della felicità rimane sempre così vago e lontano. Mai nessuno apprezza quel minimo, quel sacrificio che faccio per loro, e se lo fanno poi se ne dimenticano. Così mi ritrovo al punto di prima, nel buio totale. Non voglio la luna, non ne ho il diritto, ma solo un briciolo di ringraziamento. Ho amato pochissime persone perché la maggior parte non se lo meritavano, e ho fatto bene; se non ho niente in cambio io per primo non contribuisco. Commetto errori su errori, poi capisco che sono sbagliati, però me ne scordo e continuo a farli. Continuo a ferire persone che mi amano e che assolutamente non se lo meritano. Continuo a mentire quanto non ce ne è bisogno. Continuo a far felice gli altri quando io per primo non lo sono, ma lo faccio solo per loro. Mi sembra di stare su un'altalena, dove non c'è nessuno che mi spinge, ed io piano piano mi sto fermando. 

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Con la dolcezza delle mie parole, chiesi al signore di giudicarmi affinché possa portarmi con sé in cielo; insegnandomi così l'arte dell'amore e la preghiera per le anime cieche che furono troppo egoiste per la verità. Sotto il cielo stellato, sotto il sole riflesso, sotto le nuvole dipinte essi si troveranno nel bosco; e capiranno che oltre a loro esiste qualcos'altro e la ragion loro non potrà quindi creder male. Non una, o dieci o mille parole sprecheranno per chiamarti, ma ne spenderanno una ripetutamente per adularti. E tu, nell'amore della tua benevolenza non potrai far altro che aiutarli, tra gli ostacoli delle loro paure e l'ignoranza del loro odio.

Quel manubrio storto

Siamo tutti un po', delle biciclette senza pedali. Sul caldo calcestruzzo voliamo, negli uffici, manicomi dormiamo. Sto perdendo ossigeno, svalvolo; tremo, spero e chiedo: perché sono solo? Solo; come quelle biciclette, abbandonate senza pedali.

Daniele Tantari presenta "DOLORE"

'DOLORE' è una raccolta, che pubblicherò a poco a poco, la quale contiene testi con tutti i miei maggiori Dolori passati, presenti e futuri. Si incentra sull'Odio, sulla Morte, sulla tristezza, sull'Amore non ricambiato. C'è sangue, non ci sono speranze; ci sono lacrime. Il Dolore del mio cuore. ' Un modo molto importante per farci amico il dolore è farlo uscire dall'isolamento e condividerlo con qualcuno che può accoglierlo' dice Henri Nouwen; io ho deciso di condividerlo con voi. Sto ancora lavorando, tutti i futuri post con la firma finale 'DOLORE' fanno pare dell'album e verranno automaticamente aggiornati qui sotto: 1) Oh Guerra che tutto prendi e tutto fai tacere. 2) La stupida bella 3) Speranze immortali. 4) Colpiscimi. 5) Svanendo nel fumo DanieleTantari©