Il catrame che appesantisce il mio cuore diventava sempre più nero, e con lui anche la tristezza dei miei occhi stanchi. Nella solitudine della mia fredda mente c'è un cielo stellato, ci sei tu, poi non c'è nessun altro. E mi chiedevo come mai, mi chiedevo perché le parole facevano così male. Mentre tu mi guardavi, da lassù, come la luna, solo il sole mi suggeriva una soluzione; ti cercavo, tra le persone, ma ti nascondevi come i mafiosi, poi ti sei voltata e non riuscivo a smettere di guardarti. Siamo come le foglie che cadono dall'albero quand'è Autunno, dicevi, e sei volata via. La sezione aurea dei tuoi sentimenti era la dimostrazione che l'Amore per me era infinito, come le bugie che ti dicevo per renderti felice. La profondità del mare racchiudeva tutti i tuoi sentimenti, difficili, così ci nascondevamo sulle coste a contare le conchiglie e a sentire il suono delle onde. L'Amore è solo un altro tipo di dolore, sussurravi, ed io ti credevo. I pianti la domenica sera a pensarti, non l'ha sentiti nessuno, come te, che quando ti dicevo Per sempre, abbassavi gli occhi. L'amore che c'era tra noi lo vedevamo solo noi e le nostre mani quando si abbracciavano, quando litigavano, quando le labbra si sfioravano e i nostri pensieri diventavano vapore, che facevano piovere. Correvo nell'immenso caos alla ricerca di un tuo bacio, però ti voltavi, ed io non riuscivo mai a raggiungerti.
Le sue ciocche bione si sciolgono su quel verde Inglese, mentre gli occhi addolciscono ciò che è perso. Cupa, triste la ragazza accenna una lacrima; e ne continua con altre cento. Il vestito di un bianco mai visto, si trasforma in un obbrobrio nero. E le scarpette di ceramica blu, svaniscono nella distruzione più tale. Cosa le prende? L'azzuro nei suoi occhi svanisce. Perché piange? Non ha mai trovato l'amore. Persa nei suoi ricordi grida; ormai non vuole più mangiare. Corre nei tuoi occhi; pensando che non ci sarà un domani.