Rosea la tua pelle, dolce,
'ove m'era solito toccar paradiso;
la luce, negli occhi più celesti tuoi,
s'accelerava sempre un po'. Vedevo odi,
non manifestati, non scusati. C'eravamo
accecati, sgridavamo le nostre bocche colme
di peccati - della lussuriosa mente tua -
mentre t'accarezzavo il seno, tu vibravi,
tu v'eri piena di brividi. Nascevo, di nuovo,
nel parto del tuo, più profondo, Amore.
Impallidito, risplendevo alto, come te e il Sole.
'ove m'era solito toccar paradiso;
la luce, negli occhi più celesti tuoi,
s'accelerava sempre un po'. Vedevo odi,
non manifestati, non scusati. C'eravamo
accecati, sgridavamo le nostre bocche colme
di peccati - della lussuriosa mente tua -
mentre t'accarezzavo il seno, tu vibravi,
tu v'eri piena di brividi. Nascevo, di nuovo,
nel parto del tuo, più profondo, Amore.
Impallidito, risplendevo alto, come te e il Sole.