Sto sbiadendo come inchiostro su questo foglio; colo, sempre più veloce e macchio la pelle sempre più scura. Non si sente dolore, neanche un sibilo accennato ma solo agonia, un pianto freddo, rimorso sfrontato che porta al suicidio, ed è colpa mia. Masochista son io, che cerco sempre più la perfezione e la discesa nell'oblio. Straziato morirò seduto ad aspettare un cambiamento, il mio, che mai arriverà; e se giungerò davvero dove colui m'attende, spero solo di riuscire finalmente ad essere felice.
Le sue ciocche bione si sciolgono su quel verde Inglese, mentre gli occhi addolciscono ciò che è perso. Cupa, triste la ragazza accenna una lacrima; e ne continua con altre cento. Il vestito di un bianco mai visto, si trasforma in un obbrobrio nero. E le scarpette di ceramica blu, svaniscono nella distruzione più tale. Cosa le prende? L'azzuro nei suoi occhi svanisce. Perché piange? Non ha mai trovato l'amore. Persa nei suoi ricordi grida; ormai non vuole più mangiare. Corre nei tuoi occhi; pensando che non ci sarà un domani.