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Le auto a scontro tra i nostri pensieri

Vedevamo le luci colorate, da lontano la ruota panoramica che tanto attendevi, e poi hai iniziato a ridere. Nella tua felicità infantile c'erano gli attimi distrutti da tuo padre, che ti picchiava la sera tardi, quando era ubriaco e stanco. Intanto non vedevi l'ora - mi dicevi — è il sogno si tutta la mia vita, dicevi — non me ne vorrei mai andare. Tra la folla di questi spettatori, di questi bambini felici c'eravamo noi due che eravamo neri, come gli orecchini che indossavi quella sera. Voglio un palloncino, mi sussurrasti nell'orecchio delicatamente, poi te ne sei andata, correndo contro le montagne russe. Vorrei salirci e non scenderci più, andare così veloce da lasciarmi trascinare dal vento come se volassi — gridavi. Il cielo che diventava sempre più cupo nascondeva le stelle, che avevano la forma dei tuoi occhi pieni di gioia. Lo zucchero filato che si era appiccicato sulla tua maglietta dei Ramones, aveva il sapore di libertà, quella che cercavi da anni e che non hai mai trovato. Mi guardavi le labbra che poi hai baciato, mi hai detto grazie e mi hai abbracciato. Poi hai continuato dicendo che era il sogno della tua vita. Che io ero il sogno di tutta la tua vita.


Le giostre immaginarie del tuo cuore

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Con la dolcezza delle mie parole, chiesi al signore di giudicarmi affinché possa portarmi con sé in cielo; insegnandomi così l'arte dell'amore e la preghiera per le anime cieche che furono troppo egoiste per la verità. Sotto il cielo stellato, sotto il sole riflesso, sotto le nuvole dipinte essi si troveranno nel bosco; e capiranno che oltre a loro esiste qualcos'altro e la ragion loro non potrà quindi creder male. Non una, o dieci o mille parole sprecheranno per chiamarti, ma ne spenderanno una ripetutamente per adularti. E tu, nell'amore della tua benevolenza non potrai far altro che aiutarli, tra gli ostacoli delle loro paure e l'ignoranza del loro odio.

Quel manubrio storto

Siamo tutti un po', delle biciclette senza pedali. Sul caldo calcestruzzo voliamo, negli uffici, manicomi dormiamo. Sto perdendo ossigeno, svalvolo; tremo, spero e chiedo: perché sono solo? Solo; come quelle biciclette, abbandonate senza pedali.

Daniele Tantari presenta "DOLORE"

'DOLORE' è una raccolta, che pubblicherò a poco a poco, la quale contiene testi con tutti i miei maggiori Dolori passati, presenti e futuri. Si incentra sull'Odio, sulla Morte, sulla tristezza, sull'Amore non ricambiato. C'è sangue, non ci sono speranze; ci sono lacrime. Il Dolore del mio cuore. ' Un modo molto importante per farci amico il dolore è farlo uscire dall'isolamento e condividerlo con qualcuno che può accoglierlo' dice Henri Nouwen; io ho deciso di condividerlo con voi. Sto ancora lavorando, tutti i futuri post con la firma finale 'DOLORE' fanno pare dell'album e verranno automaticamente aggiornati qui sotto: 1) Oh Guerra che tutto prendi e tutto fai tacere. 2) La stupida bella 3) Speranze immortali. 4) Colpiscimi. 5) Svanendo nel fumo DanieleTantari©