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Le auto a scontro tra i nostri pensieri

Vedevamo le luci colorate, da lontano la ruota panoramica che tanto attendevi, e poi hai iniziato a ridere. Nella tua felicità infantile c'erano gli attimi distrutti da tuo padre, che ti picchiava la sera tardi, quando era ubriaco e stanco. Intanto non vedevi l'ora - mi dicevi — è il sogno si tutta la mia vita, dicevi — non me ne vorrei mai andare. Tra la folla di questi spettatori, di questi bambini felici c'eravamo noi due che eravamo neri, come gli orecchini che indossavi quella sera. Voglio un palloncino, mi sussurrasti nell'orecchio delicatamente, poi te ne sei andata, correndo contro le montagne russe. Vorrei salirci e non scenderci più, andare così veloce da lasciarmi trascinare dal vento come se volassi — gridavi. Il cielo che diventava sempre più cupo nascondeva le stelle, che avevano la forma dei tuoi occhi pieni di gioia. Lo zucchero filato che si era appiccicato sulla tua maglietta dei Ramones, aveva il sapore di libertà, quella che cercavi da anni e che non hai mai trovato. Mi guardavi le labbra che poi hai baciato, mi hai detto grazie e mi hai abbracciato. Poi hai continuato dicendo che era il sogno della tua vita. Che io ero il sogno di tutta la tua vita.


Le giostre immaginarie del tuo cuore

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Primaverile

Le sue ciocche bione si sciolgono su quel verde Inglese, mentre gli occhi addolciscono ciò che è perso. Cupa, triste la ragazza accenna una lacrima; e ne continua con altre cento. Il vestito di un bianco mai visto, si trasforma in un obbrobrio nero. E le scarpette di ceramica blu, svaniscono nella distruzione più tale. Cosa le prende? L'azzuro nei suoi occhi svanisce. Perché piange? Non ha mai trovato l'amore. Persa nei suoi ricordi grida; ormai non vuole più mangiare. Corre nei tuoi occhi; pensando che non ci sarà un domani.

Quel manubrio storto

Siamo tutti un po', delle biciclette senza pedali. Sul caldo calcestruzzo voliamo, negli uffici, manicomi dormiamo. Sto perdendo ossigeno, svalvolo; tremo, spero e chiedo: perché sono solo? Solo; come quelle biciclette, abbandonate senza pedali.

Daniele Tantari presenta "DOLORE"

'DOLORE' è una raccolta, che pubblicherò a poco a poco, la quale contiene testi con tutti i miei maggiori Dolori passati, presenti e futuri. Si incentra sull'Odio, sulla Morte, sulla tristezza, sull'Amore non ricambiato. C'è sangue, non ci sono speranze; ci sono lacrime. Il Dolore del mio cuore. ' Un modo molto importante per farci amico il dolore è farlo uscire dall'isolamento e condividerlo con qualcuno che può accoglierlo' dice Henri Nouwen; io ho deciso di condividerlo con voi. Sto ancora lavorando, tutti i futuri post con la firma finale 'DOLORE' fanno pare dell'album e verranno automaticamente aggiornati qui sotto: 1) Oh Guerra che tutto prendi e tutto fai tacere. 2) La stupida bella 3) Speranze immortali. 4) Colpiscimi. 5) Svanendo nel fumo DanieleTantari©