Passa ai contenuti principali

La notte in cui la luce scomparve dalle strade

E così sei arrivata portandoti addosso le tue nuvole grigie, tristi e stuprate dalle lacrime.  — Credevo che non saresti venuta — Tra  me e me, nel mentre, pensavo alle parole da dirti, cercando il modo di non ferirti, di non farti piangere. Sapevi che c'era qualcosa che non andava, leggevi nei miei occhi la bugia, eppure stavi lì, ferma, in silenzio, ad ascoltarmi come sempre, come fosse una storia qualunque. Mi fissavi, e i  tuoi occhi intanto diventavano sempre più neri, di rabbia, le sopracciglia si abbassavano, le labbra incominciavano a manifestare quella smorfia che ogni tanto fai quando sei delusa e la pelle stava diventando più verdastra, a causa del brutto tempo. — Lo so, non te lo saresti mai aspettato— Eppure eccomi qui, a cercare scuse e un modo per farmi perdonare. Anche se, lo sapevo, non c'era nessun modo. Nessuna grazia divina, nessuna preghiera, nessun fiore o stella poteva rimediare a tale errore. Tutto spettava a te e al tuo cuore grande, immenso come l'universo, con il quale mi hai accolto nella tua vita monotona e piena di amicizie finte. Stavamo lì, sul colmo della strada, a mezzanotte, a parlare di me e al mio solito mentirti per non ferirti, al mio solito amore non dimostrato e a parlare di quanto brillassero le luci degli aeroplani quando ci sorpassavano la notte tarda; eppure eri ancora accanto a me. No, non te ne andavi, io non me ne andavo, mi fissavi in continuazione, anche se a volte abbassavi gli occhi per la tristezza che provavi. —Chiederti perdono non cambierà niente, lo so. E' solo che mi dispiace da morire — Da morire di una morte atroce e piena di sofferenza perché sapevo, ancor prima, che quello che ti ho fatto tu non te lo meritavi. Perché io lo so chi sei, so che persona sei e so quanto tu tenga a me. Me lo dimostri sempre, in continuazione: quando dormo, quando dormi e quando mangi o respiri.  Io invece, mi limito a semplici — Ci sarò sempre per te — e ad abbracci che durano pochi secondi. — Mi conosci, non sono uno che dimostra i suoi sentimenti molto facilmente, ma credimi, tengo a te più di qualsiasi altra cosa. Sei tutto e ho bisogno di te — dicevo per consolarti, anche quando sapevo che le parole non servivano a niente, che non sarebbero più servite a nulla se non ad aggravare ancor più la situazione. —Ho bisogno di fatti. Ho bisogno di fidarmi di te e ho bisogno che tu mi dimostri quanto ci tieni a me — mi hai detto, prima di prendere l'autobus e andartene. Il tempo diventava sempre più scuro, i bar ormai stavano iniziando a chiudere e le macchine che passavano erano sempre di meno. La strada dove stavamo era sporca, come il mio cuore, e l'aria che respiravamo diventava malsana. Dove ci eravamo messi a parlare c'erano delle finestre con dei vasi colmi di rose, e tu non l'hai viste; profumavano tanto, come te quando torni dal mare che sei come una sirena, come un regalo a natale o di compleanno. Sei i fuochi d'artificio di Capodanno, solo che tu sei meglio,  perché ci sei anche il primo Gennaio. Quella notte c'erano molte persone che andavano e venivano, all'improvviso te ne sei andata via anche tu. Ed io mi sono sentito vuoto. Non avevo più segreti, ero sollevato, però ti avevo perso, così capii che non avevo  più niente per cui svegliarmi la mattina, qualcosa per cui combattere.  Erano le due passate, non riuscivo a dormire e nel mentre di spegnere il telefono mi hai chiamato. Il cuore ha continuato a battere regolarmente. E' stato un attimo, cinque minuti al telefono perché capissi che non era tutto sfumato. Ero contento. Dopo un — Ti amo — siamo andati a dormire. 

Post popolari in questo blog

Primaverile

Le sue ciocche bione si sciolgono su quel verde Inglese, mentre gli occhi addolciscono ciò che è perso. Cupa, triste la ragazza accenna una lacrima; e ne continua con altre cento. Il vestito di un bianco mai visto, si trasforma in un obbrobrio nero. E le scarpette di ceramica blu, svaniscono nella distruzione più tale. Cosa le prende? L'azzuro nei suoi occhi svanisce. Perché piange? Non ha mai trovato l'amore. Persa nei suoi ricordi grida; ormai non vuole più mangiare. Corre nei tuoi occhi; pensando che non ci sarà un domani.

Quel manubrio storto

Siamo tutti un po', delle biciclette senza pedali. Sul caldo calcestruzzo voliamo, negli uffici, manicomi dormiamo. Sto perdendo ossigeno, svalvolo; tremo, spero e chiedo: perché sono solo? Solo; come quelle biciclette, abbandonate senza pedali.

Daniele Tantari presenta "DOLORE"

'DOLORE' è una raccolta, che pubblicherò a poco a poco, la quale contiene testi con tutti i miei maggiori Dolori passati, presenti e futuri. Si incentra sull'Odio, sulla Morte, sulla tristezza, sull'Amore non ricambiato. C'è sangue, non ci sono speranze; ci sono lacrime. Il Dolore del mio cuore. ' Un modo molto importante per farci amico il dolore è farlo uscire dall'isolamento e condividerlo con qualcuno che può accoglierlo' dice Henri Nouwen; io ho deciso di condividerlo con voi. Sto ancora lavorando, tutti i futuri post con la firma finale 'DOLORE' fanno pare dell'album e verranno automaticamente aggiornati qui sotto: 1) Oh Guerra che tutto prendi e tutto fai tacere. 2) La stupida bella 3) Speranze immortali. 4) Colpiscimi. 5) Svanendo nel fumo DanieleTantari©