Credevamo che le nostre parole potessero guarire le ferite, causate dalle bugie e che il silenzio aggiustasse il tuo cuore ridotto a brandelli. Nel virtuoso mondo immaginario della tua testa il mio bacio rintronava nel vuoto, e il rumore dei capelli scioglieva il ghiaccio, che diventava acqua e che faceva crescere le nostre speranze. Non è un posto per noi. Raccoglievamo conchiglie, per non parlarci ed evitare l'argomento. Le onde erano il sottofondo di quell'odio che piano piano diventava sabbia, che ci sporcava e ci infastidiva, e che prendevamo per riempire il nostro stomaco colmo di farfalle ubriache, mal messe, drogate e un po' affannate. Vedevamo stelle comete nascondersi nel mare, gabbiani che volavano sempre più in alto, abbracci diventare baci e saluti trasformati in addii. Non era tutta colpa dell'alcool. Alzavamo le mani in alto, cercando di prendere il fumo, cercando di afferrare la felicità che c'era nell'aria e che noi non respiravamo perché eravamo lontani, distanti, al tal punto che non ci guardavamo più negli occhi. Sei sempre nella mia testa. E mentre il focolare ci riscaldava e bruciava tutti i nostri rimpianti, il mio cuore si scioglieva, tu ti spogliavi e così nasceva l'amore. L'amore che non hai mai voluto e che ogni giorno rimpiangi e rimproveri, perché era troppo presto, troppo pericoloso. Così mi scottavo sempre più che mi è venuta la cicatrice, e mentre lei rimaneva, tu te ne andavi per sempre.
Con la dolcezza delle mie parole, chiesi al signore di giudicarmi affinché possa portarmi con sé in cielo; insegnandomi così l'arte dell'amore e la preghiera per le anime cieche che furono troppo egoiste per la verità. Sotto il cielo stellato, sotto il sole riflesso, sotto le nuvole dipinte essi si troveranno nel bosco; e capiranno che oltre a loro esiste qualcos'altro e la ragion loro non potrà quindi creder male. Non una, o dieci o mille parole sprecheranno per chiamarti, ma ne spenderanno una ripetutamente per adularti. E tu, nell'amore della tua benevolenza non potrai far altro che aiutarli, tra gli ostacoli delle loro paure e l'ignoranza del loro odio.