Passa ai contenuti principali

Le sere d'estate son le più fredde

Credevamo che le nostre parole potessero guarire le ferite, causate dalle bugie e che il silenzio aggiustasse il tuo cuore ridotto a brandelli. Nel virtuoso mondo immaginario della tua testa il mio bacio rintronava nel vuoto, e il rumore dei capelli scioglieva il ghiaccio, che diventava acqua e che faceva crescere le nostre speranze. Non è un posto per noi. Raccoglievamo conchiglie, per non parlarci ed evitare l'argomento. Le onde erano il sottofondo di quell'odio che piano piano diventava sabbia, che ci sporcava e ci infastidiva, e che prendevamo per riempire il nostro stomaco colmo di farfalle ubriache, mal messe, drogate e un po' affannate. Vedevamo stelle comete nascondersi nel mare, gabbiani che volavano sempre più in alto, abbracci diventare baci e saluti trasformati in addii. Non era tutta colpa dell'alcool. Alzavamo le mani in alto, cercando di prendere il fumo, cercando di afferrare la felicità che c'era nell'aria e che noi non respiravamo perché eravamo lontani, distanti, al tal punto che non ci guardavamo più negli occhi. Sei sempre nella mia testa. E mentre il focolare ci riscaldava e bruciava tutti i nostri rimpianti, il mio cuore si scioglieva, tu ti spogliavi e così nasceva l'amore. L'amore che non hai mai voluto e che ogni giorno rimpiangi e rimproveri, perché era troppo presto, troppo pericoloso. Così mi scottavo sempre più che mi è venuta la cicatrice, e mentre lei rimaneva, tu te ne andavi per sempre. 

Post popolari in questo blog

Con la dolcezza delle mie parole, chiesi al signore di giudicarmi affinché possa portarmi con sé in cielo; insegnandomi così l'arte dell'amore e la preghiera per le anime cieche che furono troppo egoiste per la verità. Sotto il cielo stellato, sotto il sole riflesso, sotto le nuvole dipinte essi si troveranno nel bosco; e capiranno che oltre a loro esiste qualcos'altro e la ragion loro non potrà quindi creder male. Non una, o dieci o mille parole sprecheranno per chiamarti, ma ne spenderanno una ripetutamente per adularti. E tu, nell'amore della tua benevolenza non potrai far altro che aiutarli, tra gli ostacoli delle loro paure e l'ignoranza del loro odio.

Quel manubrio storto

Siamo tutti un po', delle biciclette senza pedali. Sul caldo calcestruzzo voliamo, negli uffici, manicomi dormiamo. Sto perdendo ossigeno, svalvolo; tremo, spero e chiedo: perché sono solo? Solo; come quelle biciclette, abbandonate senza pedali.

Daniele Tantari presenta "DOLORE"

'DOLORE' è una raccolta, che pubblicherò a poco a poco, la quale contiene testi con tutti i miei maggiori Dolori passati, presenti e futuri. Si incentra sull'Odio, sulla Morte, sulla tristezza, sull'Amore non ricambiato. C'è sangue, non ci sono speranze; ci sono lacrime. Il Dolore del mio cuore. ' Un modo molto importante per farci amico il dolore è farlo uscire dall'isolamento e condividerlo con qualcuno che può accoglierlo' dice Henri Nouwen; io ho deciso di condividerlo con voi. Sto ancora lavorando, tutti i futuri post con la firma finale 'DOLORE' fanno pare dell'album e verranno automaticamente aggiornati qui sotto: 1) Oh Guerra che tutto prendi e tutto fai tacere. 2) La stupida bella 3) Speranze immortali. 4) Colpiscimi. 5) Svanendo nel fumo DanieleTantari©