Le sigarette che soccombano nelle mie giornate e mi danno l'unica sensazione positiva sono ormai ninfa vitale per il mio corpo. Vagavo, solo, in questo vuoto ormai già vuoto, in cerca di me stesso e del mio essere persona, così inutile e vago. Così, mentre il vento mi faceva compagnia e le macchine mi illuminavano come fossi Dio, me ne stavo seduto su quella panchina ad aspettarti, ascoltando qualche canzone improbabile come ad esempio "Sunday Morning". E' che ci speravo, non dovevo. Nell'attesa, decise di piovere ed io fui bagnato a tal punto che il mio Ipod si spense. Era una situazione di merda. Mi veniva quasi da piangere; il tempo, tu che non arrivavi, c'è qualcosa di meno peggio? Intanto vagavo, solo in questo vuoto ormai già vuoto, in cerca di te e del tuo profumo di Dior. L'aria si faceva sempre più malsana ed io diventavo sempre più nero, ricoperto dal fumo dei miei pensieri. E tu non arrivavi. Ma tu non arrivavi.
Il profondo declino della mia inutile esistenza