Scure nuvole in lontananza; ed il vento, come suo solito, inizia una danza cupa. Gli Uccelli gridano, come non hanno mai fatto e il sole pian piano si nasconde dalla vergogna. Ed io vedo te; ancora. Correndo nel Tempo non mi rendo conto di ciò che è passato: di ciò che è stato, vissuto. Di chi ho amato. Scegliendo sempre ciò che è meglio per me; voglio correre il rischio questa volta. La fisso. Mi odia? Sei fatta di marmo eppure mi metti terrore. Scrupoloso di osservo, ti supero e cado. Vortice di fuoco; è questa la fine?
Le sue ciocche bione si sciolgono su quel verde Inglese, mentre gli occhi addolciscono ciò che è perso. Cupa, triste la ragazza accenna una lacrima; e ne continua con altre cento. Il vestito di un bianco mai visto, si trasforma in un obbrobrio nero. E le scarpette di ceramica blu, svaniscono nella distruzione più tale. Cosa le prende? L'azzuro nei suoi occhi svanisce. Perché piange? Non ha mai trovato l'amore. Persa nei suoi ricordi grida; ormai non vuole più mangiare. Corre nei tuoi occhi; pensando che non ci sarà un domani.