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E' ciò che di reale sono

E lontano ti osserva in disparte,
nero come il carbone; il corvo.
Arriva e ti sussurra un grido di dolore;
ti vuole.
Nera è gloria,
nera è la vita,
nera è la morte,
Nero è il modo in cui morirai.
Esorcizzami, o Cristo.
La croce mi chiama, non farla aspettare,
Spella anche questo viso, dove i chiodi
hanno fatto il resto. E mentre le spine
mi salutano il filo spinato mi entra sempre
di più dentro le braccia. Dov'è quel fottuto
laccio emostatico? Drogami di vermi, veleno.
Sparami questo odio-amore nelle tue pistole
di pace; urla ciò che senti e viene dalla tua testa.
E' tragico il modo in cui mi tagli le dita,
-ne sei capace? Ninfetamina dentro me.
Ho bisogno di essa. Eroina dentro i miei
neri e tristi occhi. Bestemmiando ancora
mi mettono in croce, sanguinando,
di ciò che amo di più. Come possono le
tue urla eccitarmi così tanto?

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Con la dolcezza delle mie parole, chiesi al signore di giudicarmi affinché possa portarmi con sé in cielo; insegnandomi così l'arte dell'amore e la preghiera per le anime cieche che furono troppo egoiste per la verità. Sotto il cielo stellato, sotto il sole riflesso, sotto le nuvole dipinte essi si troveranno nel bosco; e capiranno che oltre a loro esiste qualcos'altro e la ragion loro non potrà quindi creder male. Non una, o dieci o mille parole sprecheranno per chiamarti, ma ne spenderanno una ripetutamente per adularti. E tu, nell'amore della tua benevolenza non potrai far altro che aiutarli, tra gli ostacoli delle loro paure e l'ignoranza del loro odio.

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Daniele Tantari presenta "DOLORE"

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