E cosa daremo da mangiare a questi pesci, ormai a pancia in su, morti da questi stupidi tumori gialli, di questo gas troppo forte e troppo amaro. I computer mal funzionanti, dei cavi della luce dove fanno l'amore questi uccelli - questi coccodrilli affamati ormai piangenti. Fumerò tanta erba, come quella che calpesti quando torni a casa la sera tardi, quando hai sonno non fai a caso al verde. Misurerò l'altezza dei miei sogni, lancerò saette verso i tuoi occhi affinché tu possa credermi che quando ti dico che sei tutto, morirei per te. Fasciami questi, ormai vuoti, occhi persi della vista; lecca il sangue che cola dalle sopracciglia e curami dalla droga più malsana da questa eroina di passione. Svergina la più insulsa preghiera e aiutami se ti dico che pregherò per te. Pubblica la mia anima su Facebook, commentala e vivila come se fossi - io - che ti fisso dall'armadio della tua camera tutta verde, con il letto bianco, pieno di poster dei tuoi idoli e tra loro ci sono anche io che cerco il mio spazio o la retta via per andare a fanculo. Mi sdraierò dove mi dirai di sedermi, sarà un pavimento di odio e di serpi e mi sederò sul divano colmo di peli del tuo cane, beige, un po' misto di tristezza e poca considerazione, come quella che non davi a me quando ti dicevo ti amo. Eravamo da 15 anni legati ma io non provo niente, sono vuoto come le uova di cioccolato senza sorpresa, sono felice di averti dimenticato o di averti abbandonato a quella fermata vicino al giornalaio un po' triste un po' male frequentato. E ti dirò ti più e ti dirò che amore, della rosa resterà solo il profumo e non il mio gesto.
#Industria Farmaceutica di Sentimenti.