Ma come stiamo messi? Sussurravamo parole dolci al telefono di notte, aspettando che la luna andava a dormire. Spendevamo soldi per comprare un vizio quando ne avevamo uno, che era gratis. Eravamo io e te sui prati, sulle panchine, un po' ovunque. Nel cielo di Roma volavano sguardi tristi, ammaccati dai nostri pianti serali, con le stelle, e le chiacchiere di nostri amici che superavano il pensiero del nostro cuore. Quindi, mi chiedo, dopo tutto questo tempo, dopo questi lavori in corso, l'atmosfera dei tuoi sentimenti. E' che quando ci parliamo l'odio bacia i nostri occhi e le nostre lenti d'orate svaniscono, siamo perplessi, siamo soli e ci diamo la colpa. Volavamo, persi, sugli aquiloni del mare di Ostia senza destinazione.
L'universo dei tuoi occhi.