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Tempesta

La nave avanza, fende mari sereni, le vele bianche come sogni, il legno saldo come speranza, e il cielo, ampio e chiaro, pare benedire il viaggio. Ma s'alza un vento, un canto oscuro di tempesta, una morsa fredda che si stringe intorno al giorno, e una figura scivola, inghiottita dalle onde. Un grido si perde tra i flutti, una presenza scompare, abbracciata dall’oscurità profonda, dal gelo insondabile. Le mani si tendono, ma il mare è vasto, la nave prosegue, ignara, e chi cade è solo. L’acqua è un abisso, e il cielo ormai un ricordo lontano, ma chi affonda trattiene il respiro, cerca un appiglio tra il vuoto di sale e l'eco del passato, un frammento di luce, un ritorno a riva. Anni passano, sospesi tra le onde implacabili, e ogni sforzo diviene un sussurro, un’ombra. Stanco e piegato al cuore della tempesta, chi una volta cercava ora si lascia andare, lasciando che il mare, finalmente,  lo accolga nel suo destino silenzioso.
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Daniel in the Den

Mi svegliai nel bel mezzo della notte, avvolto da un’oscurità pesante e opprimente. Accanto a me, mia sorella Valentina era sveglia, ma fingeva di dormire, il viso nascosto tra le coperte. Il silenzio intorno a noi era rotto solo dai litigi che provenivano dall’altra stanza, quella dei miei genitori. Le loro voci si alzavano, frasi incomprensibili che si mescolavano in un coro di tensione e conflitto. Provai a riaddormentarmi, ma il sonno era sfuggente, come sabbia tra le dita. Dopo un momento di silenzio, chiesi a Valentina, con la voce flebile, “Perché litigano?” Lei rispose con un tono impastato, da sonno, “Non so, forse per Gianluca.” Le parole mi colpirono, come se un velo di angoscia si fosse posato su di noi. La situazione si faceva sempre più strana e opprimente, mentre le urla dei nostri genitori aumentavano in intensità, trasformandosi in una cacofonia di frustrazione e dolore. Nessuno di noi riusciva a capire il significato di quelle grida, eppure l’ansia cresceva, afferrand...

La sposa del vento

In una tormenta impetuosa scivolavano colori tetri circondavano le nostre anime colme di brividi di sussurri fatti con l'amore e di baci ad olio ricordando i giorni dove le note erano l'unico suono che udivamo dove la tempera  asciugava le lacrime e il tempo sembrava addormentato A Vienna riecheggiava la bellezza del tuo volto una farballa libera in questo cielo dorato e il volto un po' pallido ma grazioso s'impadroniva del mio cuore sbiadito a tratti mi imprivevi dolore ma rapido s'allontava col ricordo delle tue labbra delle tue parole tumultuose onde che si scaglian su scogli bruni infestando l'aria di suoni celestiali fulmini scarichi sulle mie ossa fragili e i tuoi occhi salpano il mare allontanandosi dalla costa senza degnar saluto alle famiglie lasciando un'agonia irriparabile Nel vento spargesti le tue frasi decorate da libellule che infastidite volan via dalle ninfee piangenti e addolorate Mai svanirà il mio soffrire e parl...

Un gabbiano

Un  gabbiano passò sul palazzo rosa tra l'antenna e la ringhiera del terrazzo una finestra si aprì poi dopo un'altra le luci dei balconi erano ancora accese e ci facevano compagnia il sole giaceva ancora nascosto il cielo iniziò ad abbracciarci così le nuvole divennero nere dalla gelosia e oscurarono i nostri visi poi il gabbiano tornò emanando un suono volò basso tra le auto in doppia fila tornò in alto tra le periferiche tra i fili delle nostre emozioni si pose ci guardava, unto dalla sporcizia non voleva crederci eppure eravamo fatti come lui di sostanze tossiche di bottiglie di plastica

Fiori di ciliegio

La lampadina della mia camera si accese faceva una luce forte, infastidiva gli occhi così li stropicciavamo, lentamente, per evitare di parlarci addosso Questi sguardi della mattina presto con gli occhi gonfi e la luce in faccia non riuscivamo più a pensare fluide parole scorrevano veloci eppure non sentivo niente L'intensità della lampadina crebbe e noi non ci vedevamo quasi più non vedevamo più cosa avevamo da dirci come eravamo vestiti, il nostro odore tutto scorreva e noi eravamo fermi il tempo si era illuso, noi ci amavamo E ci amavamo, tanto, come un fuoco la luce a poco a poco si spegneva i nostri occhi così si rilassarono avevamo la capacità quasi di baciarci mi hai stretto la mano ormai c'era il buio, nella stanza ma fuori sorgeva il sole il cielo era di un celeste chiaro c'era il silenzio e le parole degli uccelli che, già svegli, sussurravano parole  dalla strada vedevo le prime auto i lampioni erano anco...

Le Città

Marciapiedi stanchi di pedoni che corrono sempre Le luci dei semafori erano sbiadite Le strisce pedonali quasi se ne andavano L'inchiostro dei palazzi quasi sembrava arte E la decadenza dei Notturni stava scomparendo Le insegne al neon si lamentavano spesso Le aiuole iniziarono a calpestarsi I cestini stracolmi iniziarono a piangere Le pedane dei disabili erano diventate pericolose Ci eravamo persi tutti i parcheggi Le acque dei fiumi erano petrolio I fari delle auto lacrimavano ogni giorno I Treni smisero di viaggiare Tutto sembrava senza senso Gli Autobus li avevamo messi in punizione Insieme ai Tram e alle Metro Le panchine si annoiavano Ormai non c'era più nessuno Nessuno si occupava più di loro Dimenticati, forse abbandonati Morivano lentamente E tu li aiuti a morire E tu li guardi morire

Mockingbird

Rami secchi e foglie brune raccoglievamo insieme per costruire il nostro nido tu prendevi anche la rugiada io cercavo dove andare Schegge di vetro nel nostro nido non riuscivamo a toglierle ti allontanavi Erano pericolose ero impaurito eri sempre più lontana era quasi l'alba Tra la nebbia scorgevo le tue lacrime che si formavano dalle tue paure Le strade erano asfaltate le rose non avevano più spine tra la terra non c'erano le tue impronte Eravamo deboli incapaci senza l'altro poi sei volata qui e ti sei tolta la scheggia È stata colpa mia e ora stai soffrendo ma dammi un solo bacio uno solo e torniamo insieme Non ci sarà più vetro né spine né segreti Dormivamo sereni nel nostro nido tu cercavi come amarmi tu cercavi come amarmi

Guido

Giocavamo insieme tu eri forte, alto, saggio mi tenevi per mano quando camminavamo mi riempivi ti regali andavamo al mare correvamo sulla sabbia io bussavo alla tua porta mi regalavi un dolce poi ti facevo arrabbiare e guardavamo la tv ti davo la mano spesso per alzarti dal divano per attraversare la strada per dirti che andrà tutto bene poi una ruga venne sul tuo volto ed iniziavi ad essere triste e io che ti dicevo che sarebbe andato tutto bene iniziavo ad essere triste anche io non riuscivi a camminare eri steso lì,  ancora forte, alto e saggio. ti portavo un regalo ma non poteva aiutare mi allontanai per un momento poi hai deciso di dormire poi hai deciso che era il momento giusto il momento giusto per andartene così ti ho lasciato la mano Mi manchi Nonno
Saremo come le comete, la sera tardi, che si illuminano e se ne vanno, come le strade le mattine domenicali, così vuote e assenti che quando uscivamo avevamo paura di parlare ad alta voce. Riuscivamo ad andare verso la Luna, riuscivamo a scrivere sul fumo che poi sarebbe andato tutto bene, tutto bene e che, forse tu saresti stata presente. Parlavamo per non rimanere in silenzio per non ascoltare quell'odio che c'era fra il nostro cuore suburbano, fra le risse e il sesso e i tuoi capelli che cambiavano colore ogni giorno. Avevamo solo diciott'anni, avevamo solo l'esperienza per andare a fare gli amanti, in qualche club privato gestito dai nostri cuori affranti ormai pericolosi e vittime del bullismo di questo paese infame.
Con la dolcezza delle mie parole, chiesi al signore di giudicarmi affinché possa portarmi con sé in cielo; insegnandomi così l'arte dell'amore e la preghiera per le anime cieche che furono troppo egoiste per la verità. Sotto il cielo stellato, sotto il sole riflesso, sotto le nuvole dipinte essi si troveranno nel bosco; e capiranno che oltre a loro esiste qualcos'altro e la ragion loro non potrà quindi creder male. Non una, o dieci o mille parole sprecheranno per chiamarti, ma ne spenderanno una ripetutamente per adularti. E tu, nell'amore della tua benevolenza non potrai far altro che aiutarli, tra gli ostacoli delle loro paure e l'ignoranza del loro odio.

Il tuo cuore in affitto

Volavamo alti nel cielo insieme alle nostre convinzioni, trascinati giù solo dal peso dei nostri cuori che diventano sempre più fragili. Non c'era più tempo per le sigarette e per il caffè. Mi ha detto di dormire sul divano perché nel tuo letto non c'era spazio per le tue emozioni. E ti sentivo piangere, e ti sentivo gridare e poi ti sentivo piangere. Gridavi alla televisione che peggio di così si muore. Ha iniziato a piovere proprio quando andai a comprare i cornetti per fare colazione, quello alla marmellata era il tuo preferito. Quando sono tornato tu eri in bagno e ancora piangevi. Avevi versato tutto il caffè per terra e ripetevi che era tutta colpa mia. Era tutta colpa mia mentre gridavi addosso allo specchio che eri una puttana mentre io cercavo di aprire la porta hai iniziato a menarti. Cercai di sfondare la porta ma tu eri ancora lì che non volevi sapere di niente. Continuavi a ripetere che era colpa mia e che tu non eri perfetta. Alla radio davano la nostra canzone p...

The lonely man

Sorrowful was the body of the lonely man, he was so blank, so unable and feeble. The moon, who saw him for hours, was shining thus strong that the body looks like December's first snow; It was, in fact, he was chilly and the mist too; The Bing Ben performed for him, while the hangman raised his body and the elderly widows cried for his soul. "Pray for him", said the priest. I prayed for that man, who was lonely, and my heart couldn't believe it. He was my father, who was kind and stern, and evil too. Something started, was the rain which baptised his body, and something ended, was my fear to see him again.

November

A November's midnight I remember the rain and bad-time, your eyes were so dark and the glass you broke was high Jesus knew how to love you, so do I, you left my car on monday, let your hair flying in the heavy wind while i was screaming your name so hard,  the world stopped and you cried. Free my mind, my dark soul can you see the sun now? let  my heart beat for you you did, but yours was slow. Show me now your goal, put me in your best dirty dream, and leave me going down.

Quando vidi lei il mio cuore si dissolse

Quando vidi lei il mio cuore si dissolse tutti i miei sensi, e le mie manie mi abbandonarono presto. Il vento freddo del mare, la sabbia fresca dell'alba, nonché la neve dell'alta montagna, facevano da sfondo nei nostri occhi, socchiusi e impauriti. Le lacrime non bastavano più, il pentimento troppo alto era, tu troppo lontana, lontana dal sole e dalla cupa luna. Non eravamo altro che pedine delle stelle, quelle stupide ci avvelenavano di illusioni, di false speranze, di vane glorie e di emozioni non più vere. Giocavamo ancora, ancora a fare l'amore come gli dei che da lassù c'ammirano severi. Scendevamo lungo le comete attenti a quei peccati che il nostro mondo racchiude, nonché la curiosità che l'anima nostra cercando va e non s'accontenta di conoscere quel Dio che troppo misericordioso fu. Ci lasciavamo andare troppo facilmente, tu eri bella e difficile; donna mia che l'amor mio ha preso, lascia il tuo cuore al Signor...

Sussurra e nascondi la tua passione

Sussurra e nascondi la tua passione donna che la pace in testa m'hai levato, io che di baci te ne darei un milione. Lascia qui i tuoi vestiti, e copriti co l'amore cosicché non sentirai né freddo né vergogna e che lieto sia l'addio, senza il dolore. I tuoi occhi blu smeraldo brillano, i capelli tuoi nel vento s'alzano, come le onde nella tempesta volano. Ti ricordi il mare cristallino? I piedi nudi, la sabbia e te, che ad occhi chiusi mi baciavi, e noi gridavamo l'aiuto di Dio, per capirci e non tradirci.

La notte in cui la luce scomparve dalle strade

E così sei arrivata portandoti addosso le tue nuvole grigie, tristi e stuprate dalle lacrime.  — Credevo che non saresti venuta — Tra  me e me, nel mentre, pensavo alle parole da dirti, cercando il modo di non ferirti, di non farti piangere. Sapevi che c'era qualcosa che non andava, leggevi nei miei occhi la bugia, eppure stavi lì, ferma, in silenzio, ad ascoltarmi come sempre, come fosse una storia qualunque. Mi fissavi, e i  tuoi occhi intanto diventavano sempre più neri, di rabbia, le sopracciglia si abbassavano, le labbra incominciavano a manifestare quella smorfia che ogni tanto fai quando sei delusa e la pelle stava diventando più verdastra, a causa del brutto tempo. — Lo so, non te lo saresti mai aspettato— Eppure eccomi qui, a cercare scuse e un modo per farmi perdonare. Anche se, lo sapevo, non c'era nessun modo. Nessuna grazia divina, nessuna preghiera, nessun fiore o stella poteva rimediare a tale errore. Tutto spettava a te e al tuo cuore grande, immenso come...

Le sere d'estate son le più fredde

Credevamo che le nostre parole potessero guarire le ferite, causate dalle bugie e che il silenzio aggiustasse il tuo cuore ridotto a brandelli. Nel virtuoso mondo immaginario della tua testa il mio bacio rintronava nel vuoto, e il rumore dei capelli scioglieva il ghiaccio, che diventava acqua e che faceva crescere le nostre speranze. Non è un posto per noi. Raccoglievamo conchiglie, per non parlarci ed evitare l'argomento. Le onde erano il sottofondo di quell'odio che piano piano diventava sabbia, che ci sporcava e ci infastidiva, e che prendevamo per riempire il nostro stomaco colmo di farfalle ubriache, mal messe, drogate e un po' affannate. Vedevamo stelle comete nascondersi nel mare, gabbiani che volavano sempre più in alto, abbracci diventare baci e saluti trasformati in addii. Non era tutta colpa dell'alcool. Alzavamo le mani in alto, cercando di prendere il fumo, cercando di afferrare la felicità che c'era nell'aria e che noi non respiravamo perché erava...

III

Fermo, piango e mi divoro mentre la donna mia stupita guarda cercando nell'Altissimo l'amore e l'alloro. Quando mi toccò, diventai di ghiaccio le mani, e le vene ormai smarrite erano e lo sguardo mio ormai era già basso. In ginocchio dinnanzi a lui, pregai, nella luce della speranza di vederti ancora. In pace in idipsum dormiam et requiescam

X

In cielo, gratia et lode cercando va la mente mia persa in questa luce che m'acceca; son smarrito ormai solo. Se e solo se l'anima pura sarà da questo viaggio lascerò il corpo e alla fine lascerò il segno. Per raggiungere colui che cacciò i primi due uomini, dalla prima e più lucente stella, che il male tutt'ora li divora. In pace in idipsum dormiam et requiescam

IV

È l'attesa che purifica l'uomo, che giustifica il peccato e il male compiuto. Nel bianco infinito, io sono la stella che brilla, dove mi pose il signore. Con l'angoscia e la felicità di vedere di nuovo la Luce dell'altro Cielo, aspetterò che l'anima faccia il suo cammino. Perché so che la salvezza sarà alla fine del del mio Purgatorio, ed io sarò giudicato. In pace in idipsum dormiam et requiescam

I - parte prima

E quando il signore mi prenderà con sé, mi sederò accanto a lui, come fece suo figlio; e quando mi chiederà di compiere il gesto non esiterò. Così mi pose su una stella, quella più splendente e mi disse " Quando si spegnerò, saprai che sarà giunto il tuo momento ". Così, attesi  in questo Purgatorio di luce, nella speranza del suo più vero giudizio. Sei la stella che brilla di più mi disse, " che la salvezza spegnerà ". In pace in idipsum dormiam et requiescam

Il sole è ormai alto nel cielo

Il sole è ormai alto nel cielo e l'anima mia la purezza vuole, per l'arrivo nel tuo tribunale. Dall'Eden la felicità s'ascolta, che è mia la veloce che allegra canta. L'Cuore mio caldo e triste, lunga la sentenza aspetta allorché possa vivere ancora. Permesso è ciò che da te voglio, e la chiave mia è tua del mio sbaglio. Giudicami secondo la tua severa opinione, non avere pietà, perché son io il peccatore. In pace in idipsum dormiam et requiescam

VI

Perdona i miei peccati, perdona la mia avidità e la mia lussuria, senza porgermi nessuna attenzione. Perdona il mio egoismo e l'odio e la cattiveria data, straziami affinché pianga. Perdona il dolore che regalai, perdona le pene che feci subire e toglimi tutte le ricchezze. Perdona tutti i miei peccati, perdona ciò che ho fatto che la persona mia ne è colma; e se per raggiungi dovrò soffrire, perdona le bestemmie che dirò e lasciami perire finché sarò. In pace in idipsum dormiam et requiescam

Daniele Tantari presenta:“In pace in idipsum dormiam et requiescam”

Copyright della foto, del rispettivo autore. Faccio il mio ritorno con una raccolta un po' particolare. Ebbene, rivolta verso il Signore. Il nome " In pace in idipsum dormiam et requiescam " significa " Dormirò e riposerò in pace ", perché è proprio ciò che mi attende dopo la morte. Non altro. Così, vi lascio tra queste "preghiere", questi saluti rivolti al Signore. Giusto per cambiare tema. Ogni testo avrà la firma "In pace in idipsum dormiam et requiescam". Buona lettura.  Daniele Tantari

Signore che da lassù mi giudica

Signore che da lassù mi giudica che l'anima mia sentenzia aspetta, misericordia et pace per la gloria eterna; in terra giaccio ne l'Inferno, per la speranza di conoscere lu' Paradiso dopo il lungo sonno. In terra mi sposerò con Dio, le peonie incoroneranno l'atto, che la fede conserverà al sicuro. E se l'giorno arriverà crudele et doloroso, prego che lo Spirito Santo allieterà la pena, con il miele, come Lucrezio fece con la poesia, per comprendere il difficile con la più buona delle medicine. Signore che da lassù mi protegge, salva la mia anima dall'ignoranza e conducimi nel regno in cui sei il Re da sempre, e se l'mal mi colpirà, ti prego di non lasciarmi con colui che fu il primo dei traditori. In pace in idipsum dormiam et requiescam

Et Amo

Nel silenzio della casa, udivo il battere del cuore mio, che a mille s'agitava. Chiusi gli occhi, e mi tolsi tutti i pensieri. Serrando le paure e le ansie, che la testa colmavano. Poi ti pensai. Ed eri bella nella mente mia. Le labbra di quel rosso intenso e li capelli lunghi e mossi, come le onde del mare. Vedevo in te, l'amor da sempre perduto, e la gioia di ridere. Poi ti pensai. Rimembro ancor il tuo sorriso vivo e la tua risata infantile, ed eri bella nella mente mia. Il vestito color pesca, che ti stringeva sui fianchi curvi, il tuo seno pieno e le mani nei capelli, come ti pensavo, ed eri bella. Amor mio che m'ha amato e mai m'amerà più, eri bella come le stelle di San Lorenzo e ancor di più. Non dimenticarti del bacio che quel giorno ci sciolse, ci divise, come fece Zeus; ed ora che siamo distanti, che non ti trovo, ti penso, ed eri bella. Nel silenzio della casa, udivo il battere del cuore mio, che a mille s'agitava. Poi ti pensai, poi non c'eri più. ...

Elizabeth - The Golden Age - discorso alle truppe

Mio adorato popolo. Vediamo le vele del nemico che si avvicinano. Sentiamo il rumore dei cannoni spagnoli sull'acqua. Ben presto, dovremmo affrontarli faccia a faccia. Sono decisa a restare fino al culmine della battaglia; per vivere oppure morire, in mezzo a voi. Finché voi ed io staremo insieme, nessun'invasore ci conquisterà. Che vengano anche con le armate dell'inferno, non passeranno. E quando il giorno della battaglia sarà terminato, so che noi ci ritroveremo in cielo o sul campo, da vincitori.  Elizabeth I

La progressione aritmetica delle mie bugie

Il catrame che appesantisce il mio cuore diventava sempre più nero, e con lui anche la tristezza dei miei occhi stanchi. Nella solitudine della mia fredda mente c'è un cielo stellato, ci sei tu, poi non c'è nessun altro. E mi chiedevo come mai, mi chiedevo perché le parole facevano così male. Mentre tu mi guardavi, da lassù, come la luna, solo il sole mi suggeriva una soluzione; ti cercavo, tra le persone, ma ti nascondevi come i mafiosi, poi ti sei voltata e non riuscivo a smettere di guardarti. Siamo come le foglie che cadono dall'albero quand'è Autunno, dicevi, e sei volata via. La sezione aurea dei tuoi sentimenti era la dimostrazione che l'Amore per me era infinito, come le bugie che ti dicevo per renderti felice. La profondità del mare racchiudeva tutti i tuoi sentimenti, difficili, così ci nascondevamo sulle coste a contare le conchiglie e a sentire il suono delle onde. L'Amore è solo un altro tipo di dolore, sussurravi, ed io ti credevo. I pianti la dom...

Le confessioni di Anna Bolena

Io confesso la mia innocenza davanti a Dio. Solennemente giuro, per la dannazione della mia anima, che mai fui infedele al mio signore e marito, né mai lo offesi con il mio comportamento. Non dico di aver sempre avuto nei suoi riguardi quell'umiltà che gli dovevo, considerata la cortesia e il grande onore dimostratomi, nonché il rispetto sempre accordato, ammetto anche di aver spesso nutrito gelosia nei i suoi riguardi. Ma Dio sa e mi è testimone che non ho mai peccato contro di lui in nessun altro modo. Non dico questo nella speranza di prolungare la mia vita, Dio mi ha insegnato come morire e rafforzerà la mia fede; circa mio fratello.  E coloro che sono stati condannati ingiustamente, io avrei accettato di morire più volte per vederli liberi, ma poiché questa è la volontà del re, li accompagnerò volentieri nella morte.  Con questa certezza, che io trascorrerò la vita eterna insieme a loro, in pace.  Anna Bolena - (The Tudor)

Lo sguardo basso delle mie paure

Sarai sempre la luce della mia vita buia. Sarai sempre tutto per me. Sarai sempre la mia unica ragione di vita;   la mia ancora di salvezza   la mia protezione contro ogni male   la mia fonte di speranza   la mia anima colma di speranza. Ti amerò per sempre. Sempre.  SADNESS