DELEDIO Soliloquio
ATTO SECONDO
Strada che porta alla città
Dopo la nottata passata insieme,
il giovine si avventa di notte, per le strade
che lo condurranno a casa, e si immerge in un soliloquio.
DELEDIO: Oh, cara luna, di che cosa parli tanto? Vuoi dire che non è stato fantastico quel che poco fa è successo? Fantastico è dire poco. Sei solo gelosa perché non trovi amore lassù, e invece io l'ho trovato. Potresti almeno essere contenta per me, no? Allora fai un sorriso e non mostrare sempre la stessa faccia triste; senò dopo, divento triste anche io. Hai deciso proprio di non parlarmi eh? Perché oggi ce l'hai tanto con me? Ho passato una serata straordinaria e l'unica cosa che fai è stare lì ferma, immobile zitta, come se fossi finta, ok ho capito non vuoi parlare. Ti accontento. (si azzittì per un po', e subito dopo ricominciò...) No! perché proprio non ti capisco! questo tuo atteggiamento verso i miei confronti, prima decidi di accompagnarmi a casa in questa fredda ed intensa notte, e poi non mi rivolgi neanche parola, come se non avessi voce in capitolo. Per fortuna che sono quasi arrivato cara mia, senò sarei stato ricoperto dai tuoi insulti. E poi, le tue amiche stelle mi fissano con superbia. Chi si credono di essere, solo perché sono numerose non vuoldire che hanno anche il diritto di essere superiori agli altri. Questo mondo storto, ci vorrebbe qualcosa per metterlo dritto, o almeno in un modo che tutti capiscano! (Deledio, capì di essere giunto) Ok, cara mia, ti saluto: sono giunto a casa ormai, e dopo questa lunghissima e breve conversazione ti dico grazie, grazie di avermi accompagnato sin qua. Non dimenticare questa notte passata con Ara, e spero che di notte come questi ve ne saranno ancora. Spera amica mia, e non ingelosire degli amori altrui che prima o poi anche per te vi sarà un qualcosa di favoloso, anche per te inizierà la favola dell'amore, per fortuna che io l'ho iniziata e ve ne sono il protagonista, altrimenti non potrei stare senza Ara. Grazie ancora Luna cara, buonanotte.
ATTO SECONDO
Strada che porta alla città
Dopo la nottata passata insieme,
il giovine si avventa di notte, per le strade
che lo condurranno a casa, e si immerge in un soliloquio.
DELEDIO: Oh, cara luna, di che cosa parli tanto? Vuoi dire che non è stato fantastico quel che poco fa è successo? Fantastico è dire poco. Sei solo gelosa perché non trovi amore lassù, e invece io l'ho trovato. Potresti almeno essere contenta per me, no? Allora fai un sorriso e non mostrare sempre la stessa faccia triste; senò dopo, divento triste anche io. Hai deciso proprio di non parlarmi eh? Perché oggi ce l'hai tanto con me? Ho passato una serata straordinaria e l'unica cosa che fai è stare lì ferma, immobile zitta, come se fossi finta, ok ho capito non vuoi parlare. Ti accontento. (si azzittì per un po', e subito dopo ricominciò...) No! perché proprio non ti capisco! questo tuo atteggiamento verso i miei confronti, prima decidi di accompagnarmi a casa in questa fredda ed intensa notte, e poi non mi rivolgi neanche parola, come se non avessi voce in capitolo. Per fortuna che sono quasi arrivato cara mia, senò sarei stato ricoperto dai tuoi insulti. E poi, le tue amiche stelle mi fissano con superbia. Chi si credono di essere, solo perché sono numerose non vuoldire che hanno anche il diritto di essere superiori agli altri. Questo mondo storto, ci vorrebbe qualcosa per metterlo dritto, o almeno in un modo che tutti capiscano! (Deledio, capì di essere giunto) Ok, cara mia, ti saluto: sono giunto a casa ormai, e dopo questa lunghissima e breve conversazione ti dico grazie, grazie di avermi accompagnato sin qua. Non dimenticare questa notte passata con Ara, e spero che di notte come questi ve ne saranno ancora. Spera amica mia, e non ingelosire degli amori altrui che prima o poi anche per te vi sarà un qualcosa di favoloso, anche per te inizierà la favola dell'amore, per fortuna che io l'ho iniziata e ve ne sono il protagonista, altrimenti non potrei stare senza Ara. Grazie ancora Luna cara, buonanotte.