Colpito, ormai sanguinante. Steso su un soffice e delicato letto di morte. Ormai era giunta la sua ora. Cercava di fermare la ferita, ma essa continuava ad insistere. Soffriva, urlava. Questa dannata agonia era così dolorosa da creare come una sesazione di piacere. Aveva perso i sensi. E l'unica cosa da fare, era aspettare. Lasciare che il tempo lo uccidessi una volta per tutte. Come mettere fine ai suoi dolori una volta per tutte? E' brutto vedere morire una persona: così lentamente poi. Ma nessuno tra la gente v'aveva coraggio; coraggio d'uccidere un uomo in fiamme. Così, una donna decise di affogarlo, pensando che l'acqua fosse stata una morte più dolciastra. E così fecerò, preserò l'uomo e lo gettarono nel pozzo: e morì. Ma non si accorsero che l'acqua era diventata la sua prigione, una morte ancora più dolorosa e viscida. Non lasciamo che il tempo disinfetti le nostre ferite, perché a volte può svolgere la funzione contraria, può ucciderci sempre più dolorosamente.
Con la dolcezza delle mie parole, chiesi al signore di giudicarmi affinché possa portarmi con sé in cielo; insegnandomi così l'arte dell'amore e la preghiera per le anime cieche che furono troppo egoiste per la verità. Sotto il cielo stellato, sotto il sole riflesso, sotto le nuvole dipinte essi si troveranno nel bosco; e capiranno che oltre a loro esiste qualcos'altro e la ragion loro non potrà quindi creder male. Non una, o dieci o mille parole sprecheranno per chiamarti, ma ne spenderanno una ripetutamente per adularti. E tu, nell'amore della tua benevolenza non potrai far altro che aiutarli, tra gli ostacoli delle loro paure e l'ignoranza del loro odio.