Colpito, ormai sanguinante. Steso su un soffice e delicato letto di morte. Ormai era giunta la sua ora. Cercava di fermare la ferita, ma essa continuava ad insistere. Soffriva, urlava. Questa dannata agonia era così dolorosa da creare come una sesazione di piacere. Aveva perso i sensi. E l'unica cosa da fare, era aspettare. Lasciare che il tempo lo uccidessi una volta per tutte. Come mettere fine ai suoi dolori una volta per tutte? E' brutto vedere morire una persona: così lentamente poi. Ma nessuno tra la gente v'aveva coraggio; coraggio d'uccidere un uomo in fiamme. Così, una donna decise di affogarlo, pensando che l'acqua fosse stata una morte più dolciastra. E così fecerò, preserò l'uomo e lo gettarono nel pozzo: e morì. Ma non si accorsero che l'acqua era diventata la sua prigione, una morte ancora più dolorosa e viscida. Non lasciamo che il tempo disinfetti le nostre ferite, perché a volte può svolgere la funzione contraria, può ucciderci sempre più dolorosamente.
Le sue ciocche bione si sciolgono su quel verde Inglese, mentre gli occhi addolciscono ciò che è perso. Cupa, triste la ragazza accenna una lacrima; e ne continua con altre cento. Il vestito di un bianco mai visto, si trasforma in un obbrobrio nero. E le scarpette di ceramica blu, svaniscono nella distruzione più tale. Cosa le prende? L'azzuro nei suoi occhi svanisce. Perché piange? Non ha mai trovato l'amore. Persa nei suoi ricordi grida; ormai non vuole più mangiare. Corre nei tuoi occhi; pensando che non ci sarà un domani.