Sapevo d'esser morto.
Così, dopo una lunga strada, arrivai
ad un cancello dove vi era un cartello:
"PARADISO". Esultai all'inizio, perché non
sapevo cosa mi stava per aspettare.
Entrai, di corsa pure, e vidi una folla.
Ero contento, finalmente un contatto umano!
Avanzai in mezzo alla folla, ma sembravano non vedermi:
mi erano del tutto indifferenti. Cibo, invitati eleganti,
una festa subito pensai.
Poi vidi un uomo molto robusto e alto,
con la barba, il grembiule, un vestito molto strano,
che aveva un vassoio con delle strane pietanze.
Così, gli chiesi subito chi era, e lui rispose che era
un cameriere. Subito dopo gli chiesi cos'era quel cibo
che stava servendo e lui subito rispose che erano tramezzini.
Non volevo essere così indiscreto da chiedergli come si chiamava,
ma sembrava l'unico che potesse guardarmi. Presi coraggio e gli posi
la domanda. Dio rispose. Io non sapevo se scherzava o se faceva sul serio,
gliela feci più volte e sempre quella risposta mi dava.
Ero davvero in Paradiso.
Ma, Dio che serve tramezzini?
E chi se lo sarebbe aspettato.
Descritto dalla Bibbia come Re,
io l'ho incontrato quasi come servo. Incredibile.