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Emily's Secrets

I Segreti di Emily (The Emily's Secrets)
Fredda e silenziosa se ne stava rannicchiata: Emily. Nella sua immensa camera dal letto, tutta contornata d'oro, e dei tessuti più pregiati, piangeva. Disperata. Voleva una vita serena. Così piccola, e già viziata. Futura Principessa di Londra, Emily all'età di 8 anni iniziava già ad avere delle crisi, a causa della perdita della sua genitrice. Il padre, sempre preso dagli affari e dalle guerre, le prestva poche attenzioni, e le poche che le dedicava non servivano. Emily voleva affetto, e lo cercava da coloro a cui teneva di più, ovvero: suo padre, il Re, e la sua tata. Quest'ultima presente in ogni attimo dalla nascita della piccola bambina, è stata quasi come una madre. All'età di 10 anni, fù costretta a trasferirsi ad Edinburgo, in un Castello grandissimo. La giovine, naturalmente era tormentata e rattristita dall'idea di cambiare casa, però quando all'arrivo al castello, vide un labirinto lontano, diventò più solare. Il Labirinto era molto cupo, di un verde spento quasi pauroso, le foglie che ricoprivano le mura erano molto tristi, il chè lo fece diventare unico. Emily, ormai bambina, amava giocar al di fuori del'Labirinto, ma mai dentro perché le era stato proibito. Un dì, ella si ritrovò a giocare a palla come suo solito, finché la palla non le cadde dentro il Labirinto. Emily non perse tempo: prese coraggio e si avventurò. Trapassò il cancello scricchiolante e ricoperto di ruggine ed entrò: varcata la porta sentì un boato, si voltò e non vide più la porta. La fanciulla si spaventò a morte e presa dal panico incominciò a correre, vagando per l'immenso Labirinto. Si fermò. Stanca. Prese fiato e realizzò. Era totalmente persa. Dietro di lei il nulla. Davanti tre strade. Solo una l'avrebbe salvata: ma quale delle tre?

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Con la dolcezza delle mie parole, chiesi al signore di giudicarmi affinché possa portarmi con sé in cielo; insegnandomi così l'arte dell'amore e la preghiera per le anime cieche che furono troppo egoiste per la verità. Sotto il cielo stellato, sotto il sole riflesso, sotto le nuvole dipinte essi si troveranno nel bosco; e capiranno che oltre a loro esiste qualcos'altro e la ragion loro non potrà quindi creder male. Non una, o dieci o mille parole sprecheranno per chiamarti, ma ne spenderanno una ripetutamente per adularti. E tu, nell'amore della tua benevolenza non potrai far altro che aiutarli, tra gli ostacoli delle loro paure e l'ignoranza del loro odio.

Quel manubrio storto

Siamo tutti un po', delle biciclette senza pedali. Sul caldo calcestruzzo voliamo, negli uffici, manicomi dormiamo. Sto perdendo ossigeno, svalvolo; tremo, spero e chiedo: perché sono solo? Solo; come quelle biciclette, abbandonate senza pedali.

Daniele Tantari presenta "DOLORE"

'DOLORE' è una raccolta, che pubblicherò a poco a poco, la quale contiene testi con tutti i miei maggiori Dolori passati, presenti e futuri. Si incentra sull'Odio, sulla Morte, sulla tristezza, sull'Amore non ricambiato. C'è sangue, non ci sono speranze; ci sono lacrime. Il Dolore del mio cuore. ' Un modo molto importante per farci amico il dolore è farlo uscire dall'isolamento e condividerlo con qualcuno che può accoglierlo' dice Henri Nouwen; io ho deciso di condividerlo con voi. Sto ancora lavorando, tutti i futuri post con la firma finale 'DOLORE' fanno pare dell'album e verranno automaticamente aggiornati qui sotto: 1) Oh Guerra che tutto prendi e tutto fai tacere. 2) La stupida bella 3) Speranze immortali. 4) Colpiscimi. 5) Svanendo nel fumo DanieleTantari©